romanovsky

26/09/2016 – “Sono impaziente di conoscere Cremona e di sentire sulla mia pelle il suo respiro”

A Cremona Musica sarà presente anche il grande pianista ucraino Alexander Romanovsky, oggi poco più che trentenne, ma molto noto in Italia sin dalla sua vittoria, a soli 17 anni del primo premio al Concorso Busoni. Romanovsky suona regolarmente con le maggiori orchestre in Europa e Asia ed ha inciso vari CD per Decca con musiche di Beethoven, Schumann e Rachmaninov. A quest’ultimo autore è dedicato il recente CD “Russian Faust”, che sarà presentato a Cremona Musica, nella sala Monteverdi il 2 ottobre alle 16.30.

Maestro Romanovsky, può parlarci del CD che presenterà a Mondomusica?
È un CD che è nato da un suggerimento di un caro amico, Alexander Rachmaninov, il nipote di Sergei Rachmaninov. È stato lui a parlarmi della prima sonata, e poi, quando mi sono avvicinato a questa musica, me ne sono innamorato. È una sonata che sembra una sinfonia: infatti, lo è stata prima che Rachmaninov si rendesse conto che la scrittura fosse troppo pianistica e la trasformò in una sonata. Si tratta di un’opera ispirata al Faust di Goethe, anche se a Rachmaninov non piaceva dare un programma preciso alle proprie composizioni. Però senza dubbio qui possiamo dire che i grandi temi sollevati da Goethe suscitavano un vivo interesse e agitazione nell’animo del compositore russo.

Suonare a Cremona, città di Stradivari e Monteverdi, ha un particolare significato per Lei?
L’Italia è un paese impregnato di musica, di idee musicali e di vite vissute nella musica e Cremona è una delle sue città più straordinarie da questo punto di vista. Sono molto impaziente di poterla conoscere e di sentire sulla mia pelle il suo respiro.

Qual è, per Lei, il senso delle registrazioni su CD oggi, e come, secondo il Suo punto di vista, l’ascolto della musica registrata sta evolvendosi in rapporto con le nuove forme di fruizione musicale (youtube, streaming, etc)?
È una domanda difficile, perché capire ed interpretare le tendenze è una delle cose più complesse e forse solo con una buona abilità intuitiva si potrebbe avvicinarsi ad una risposta vera. In ogni caso mi auguro che nonostante l’incredibile processo di globalizzazione e l’immensa quantità di registrazioni che vengono effettuate ogni anno, si possa cristallizzare e venir apprezzato da tutti un nuovo criterio di qualità nei termini artistici, e che il nostro tempo nel futuro possa essere definito come il periodo di transizione prima di una nuova era di incredibili scoperte musicali.