27/09/2016 – “Niente è più importante della musica stessa”

La pianista Vanessa Benelli Mosell è tra le più promettenti della sua generazione. Si è distinta per un approfondito studio della musica pianistica del compositore tedesco Karlheinz Stockhausen (1928-2007), di cui è considerata tra gli interpreti di riferimento. Per Decca ha inciso due CD (“Revolution” e “Licht”) dedicati ai Klavierstücke di Stockhausen, e comprendenti anche musiche di Stravinsky e Scriabin. Reduce dal debutto al Teatro alla Scala, Vanessa Benelli Mosell sarà a Mondomusica domenica 2 ottobre alle 17.30 per presentare il suo CD “Licht”, subito dopo aver tenuto un recital alla Sagra Malatestiana di Rimini, dedicato interamente ai Klavierstücke di Stockhausen.

Può parlarci del CD che presenterà a Mondomusica?
Presenterò il mio nuovo disco “Licht” consacrato a Scriabin e Stockhausen. Si tratta di un album che riunisce due grandi personalità, entrambe impegnate a presentare al mondo un’immagine dell’universo attraverso la loro musica, più precisamente attraverso le loro “opere d’arte totali”. Sia Scriabin che Stockhausen, infatti, si sono dedicati alla composizione di grandi cicli cosmologici, integrando i quattro elementi primari, la mitologia, il teatro, la recitazione, la danza, la combinazione di colori e suoni (sinestesia), nell’intento di nobilitare ed elevare spiritualmente e moralmente la specie umana attraverso l’ascolto delle loro opere. Scriabin, dopo aver composto
Prometheus, non è riuscito a terminare Mysterium, la sua grande opera dalla durata di sette giorni, ma Stockhausen circa 60 anni dopo inizia Licht, il suo ciclo di sette opere associate ai giorni della settimana, che finirà nel 2003. Entrambi i compositori condividevano un profondo misticismo e un grande culto di sé, ed in questo album ho scelto di riunirli nel segno della Luce, dal nome del ciclo d’opere di Stockhausen e dal nome del Clavier a Lumiere (una tastiera che produce luci colorate) inventato proprio da Scriabin, ed indicato “Luce” in partitura, sia in Prometheus che in Mysterium. Quando suono i Preludi op. 11 idi Scriabin vedo colori, proprio come in Stockhausen. 

Lei è tra i pochissimi pianisti che suonano la musica di Stockhausen. Può dirci qualcosa del tuo incontro con il compositore, e della sua musica? Cosa ha di particolare che La affascina e La ha portata ad inciderla?
Il mio incontro con Stockhausen è avvenuto in primo luogo con la sua musica, e successivamente, molti anni dopo, con la sua persona. Fin da subito sono stata molto impressionata dall’ascolto della sua musica e ho avuto occasione di confrontarmi poi con la partitura. Quando l’ho incontrato gli ho consegnato una mia registrazione dei primi quattro
Klavierstücke e lui, dopo averla ascoltata, mi ha invitato a perfezionarmi con lui in Germania qualche settimana dopo. La sua musica è di estrema complessità: mi affascina la possibilità di essere profondamente assorbiti dall’analisi e nello stesso momento esserne interprete. Studiando la sua musica si capisce che la sua creatività non ha limiti, e le sue capacità e conoscenze in ambito tecnico scientifico sono al servizio della fantasia. Quando si ascolta la sua musica, ci si confronta con vari periodi storici, della sua vita e produttività: il primo Stockhausen, che “non compone con i suoni, ma compone i suoni” fino a Licht e oltre, in continua evoluzione. Diffondere ed incidere la sua musica per me rappresenta una grande missione.

Suonare a Cremona, città di Stradivari e Monteverdi, ha un particolare significato per Lei?
Cremona è una delle città italiane più conosciute per la musica a livello internazionale. Essendo patria di grandi musicisti, la città di Cremona, insieme a realtà come MondoMusica, tengono alto il nome dell’Italia nel mondo. È per me un grande privilegio suonare in questa città, dove si respira musica ed arte in ogni angolo.

Qual è, per Lei, il senso delle registrazioni su CD oggi, e come, secondo il Suo punto di vista, l’ascolto della musica registrata sta evolvendosi in rapporto con le nuove forme di fruizione musicale (youtube, streaming, etc)?
Il CD per me rappresenta al momento ancora oggi il mezzo di ascolto di maggiore qualità, che rispetta dunque parametri per me importanti come la qualità della registrazione, il suono, l’acustica, l’equilibrio. Ma è solo mezzo: niente è più importante della musica stessa. Sono io la prima ad ascoltare anche e soprattutto la musica in streaming e penso che le nuove forme di fruizione musicale ci facciano comprendere un messaggio importante: quanto è grande il bisogno di musica da parte di tutti, l’accessibilità e soprattutto la condivisione. 

Hai appena debuttato con grande successo alla Scala: puoi dirci qualcosa di questa esperienza?
Suonare alla Scala è sempre stato uno dei miei grandi sogni. È stata un’esperienza bellissima ed indimenticabile, una grandissima emozione, una delle più grandi della mia vita e sono estremamente onorata e felice. 

Foto di Grazia Lissi