Istituti musicali

Licei musicali scelti da uno studente su cento: istituti da 43 a 140 nell’arco di 5 anni

I licei musicali e coreutici vengono scelti da uno studente italiano su cento: lo attesta il MIUR, che ha diramato i primi dati relativi alle iscrizioni per l’anno scolastico 2017/18. La percentuale registrata (precisamente lo 0,9%) è perfettamente in linea con quella dello scorso anno: una importante conferma dell’appeal che gli istituti a indirizzo musicale esercitano sui giovani prossimi all’avvio del percorso di studi superiori. L’arte delle sette note, insomma, viene vista dai più giovani come un’appassionante opportunità in ottica professionale e non solo: ne è ben conscio lo staff di Cremona Musica International Exhibitions – tra le manifestazioni leader al mondo nel settore degli strumenti musicali d’alta gamma – che ormai da diversi anni inserisce nel proprio calendario di eventi culturali una serie articolata di appuntamenti formativi che comprende masterclass, seminari e workshop.

IL BOOM DEI LICEI MUSICALI. I numeri resi noti dal Ministero legittimano il recente boom dei licei musicali in Italia, che in soli 5 anni anni sono passati da 43 a 140. Gli strumenti musicali più studiati sono il pianoforte (nella passata annata scolastica scelto da 5.678 studenti come primo o secondo strumento), la chitarra (2.391), il violino (1.626), il flauto traverso (1.408), le percussioni (1.377), il canto (1.229 studenti) e il clarinetto (1.006). Commenta Ettore Borri, membro del comitato artistico di Cremona Musica International Exhibitions e docente di pianoforte al conservatorio di Milano: “I dati offrono indicazioni assolutamente positive, anche perché l’apertura di nuovi istituti liceali ad indirizzo musicale implica un notevole impegno nell’adozione di attrezzature idonee. La scelta delle famiglie e degli studenti potrà dunque esprimersi liberamente e con convinzione se vi saranno ulteriori aperture di strutture all’altezza”.

L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE MUSICALE. Frequentare un liceo musicale non significa necessariamente proseguire la propria carriera di studi sui ‘banchi’ del conservatorio. Secondo il maestro Borri, infatti, “il MIUR ha ora il difficile compito di perfezionare un percorso formativo adeguato a tutti gli studenti, non solo quelli che potranno accedere all’Alta Formazione Musicale. E’ ormai riconosciuta la grandissima utilità della preparazione musicale per molteplici indirizzi lavorativi: a questo proposito credo che la cultura musicale, al pari di quella ‘classica’, sarà fondamentale per le prossime generazioni. La scelta di un liceo musicale offre un prezioso valore aggiunto in termini di ‘disciplina’ e di ‘conseguimento del risultato finale’, obiettivi che sono propri della performance e della creatività musicale”.