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Lezioni di piano: la memoria delle emozioni


A proposito della memorizzazione di un brano musicale, è importante considerare che esistono vari tipi di memoria, riconducibili a due categorie: la memoria razionale e la memoria emotiva.

La neuroscienza ha appurato che si tratta di due procedimenti neurali indipendenti, gestiti da due diverse aree del cervello: la memoria razionale all’ippocampo, quella emotiva all’amigdala.

Nell’apprendimento di una nuova composizione, è pertanto fondamentale basarsi anche su una mappa emotiva che regoli lo sviluppo musicale. La musica, del resto, è anche una successione ordinata di stati d’animo, e ogni interpretazione non può fare a meno di prevedere, più o meno coscientemente, quali siano gli stati d’animo che si avvicendano nell’arco dello sviluppo narrativo del brano.

La creazione consapevole di una nostra mappa emotiva per ciascuna composizione che studiamo è uno strumento utile per l’approfondimento interpretativo, e, di conseguenza, anche per una più radicata e solida memorizzazione: non si tratta, in questo caso, di memorizzare ciascuna nota o ciascun movimento della mano, ma di andare all’origine primaria della musica stessa. Dobbiamo mettere a fuoco, esattamente come farebbe un attore, tutti gli stati d’animo che attraversiamo nell’arco del brano. Altrettanto importante è definire le modalità con cui si passa da uno stato d’animo all’altro, spesso corrispondenti a determinate modulazioni o sviluppi tematici. Una consapevolezza della struttura tematica e armonica è, quindi, indispensabile per una corretta definizione della mappa emotiva di ciascun brano.

Solo così avremo risolto a monte il problema della memorizzazione, e riusciremo ad avere una visione completa e organica del brano. A partire dalla mappa emotiva potremo mettere a fuoco i successivi dettagli, e arricchire la definizione combinando la memoria emotiva con quella razionale.

Va infine ricordato che gli eventi legati a nostre particolari emozioni sono quelli che non ci dimenticheremo mai. Anche nell’apprendimento musicale, quindi, più legheremo ciascun tema ad un preciso significato emotivo, da noi condiviso, più saremo certi che quel tema lo suoneremo in maniera vissuta e intensa. A quel punto, il problema della memoria viene superato a piè pari, perché abbiamo spostato molto più in alto il livello del nostro lavoro interpretativo.

 

Roberto Prosseda